mercoledì 31 luglio 2013

Shabbat

La barca del Velista Mascherato è ormeggiata con quattro cime: una a poppa, che le impedisce di andare in avanti; una a prua, che le impedisce di andare indietro e due cime laterali, dette: "traversini", che la mantengono parallela al pontile.
Similmente, la sua vita era stabilizzata da quattro legami: la sua famiglia biologica; la sua famiglia "civile"; gli amici e il lavoro. Tre di queste "cime" sono state spezzate dalle burrasche dell'autunno 2012; la quarta si è sciolta ed è andata in Francia. Stando così le cose, il nostro eroe aveva due possibili scelte: o restare in balìa della risacca nella darsena del suo circolo, o prendere il mare. Ha scelto la seconda ipotesi.
È uscito prima nella corrente del Tevere, poi, superata la foce, si è trovato in mare e ha fatto rotta verso Sud, per vedere coste che non gli fossero familiari.

Su consiglio di Sergio eviterà le isole e scenderà lungo la costa: Amalfi, Maratea, Tropea e poi o le Eolie o la costa Sud della Sicilia. Dipende dal tempo. Si vedrà.
Una volta in Sicilia, potrà arrivare alle Egadi o a Ustica e, da lì, risalire in Sardegna o a Ventotene. Dipende dal tempo. Si vedrà.
Non ha fretta; non ha una data di ritorno; a essere sinceri, non ha nemmeno tanta voglia di tornare.

Ha un po' di paura, ma è normale.

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