domenica 25 marzo 2012

Velisti d'acqua dolce

Sono capaci tutti, a fare lezione di Laser quando c'è vento, ma solo l'Allenatore Mascherato, riesce a fare lezione anche quando il vento non c'è!
Se non si possono affinare le proprie doti tattiche o le proprie capacità di conduzione, c'è sempre la possibilità di migliorare la propra confidenza con il mezzo eseguendo degli esercizi che, visti così, sembrano scemi e facilissimi, ma che non sono né l'una né l'altra cosa.
Quando, scemata anche l'ultima, flebile bava di vento, il Profeta dell'OCS ha gridato ai suoi allievi: "Mettetevi in piedi davanti all'albero!", il Velista Mascherato ha pensato in un primo momento che il suo Allenatore intedesse il pioppo che si erge solenne sulla riva del circolo, ma poi si è reso conto che l'ordine riguardava l'albero della barca e si è apprestato a eseguire l'ordine ricevuto dal suo méntore.
Sfruttando le sue innate doti di agilità, il Gatto delle Tughe è scivolato (si fa per dire) lungo la coperta e aprendo il boma per bilanciare il suo peso, è riuscito a portarsi nella posizione richiesta; un attimo dopo, però, si è reso conto di aver lasciato la scotta di randa nel pozzetto ed è tornato sui suoi passi per recuperarla, guadagnandosi così la prima scuffia della giornata.
Issatosi a fatica sulla deriva, ha tentato di raddrizzare la barca come ha visto fare a Jon Emmett, scoprendo così che l'unica cosa che hanno in comune lui e Jon Emmett è la predilezione per le camicie azzurre "botton-down".
Rimesso faticosamente dritto il suo Laser, il Lemure dei Bottazzi ha tentato di nuovo il giochimo del boma, senza pensare che un tubo di alluminio pieno d'acqua è più pesante di un tubo di alluminio vuoto e questa disattenzione gli è valsa un terzo bagno nelle immote acque lacustri.

I tentativi seguenti, sono stati ancor più infruttuosi..

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domenica 11 marzo 2012

Velisti nella nebbia - epilogo

Gli inserti anti-condensa della GoPro funzionano davvero bene.
Sono venduti in un astuccio a tenuta stagna richiudibile che contiene tre coppie di inserti, una bustina di Silica-Gel ('o vedi?..) e un utilissimo "Humonitor" con il quale è possibile sorvegliare il grado di umidità all'interno della custodia.
Ciascuna coppia di inserti può essere utilizzata circa quattro volte; per asciugarli e riusarli, basta riscaldarli in forno a 150° per cinque minuti.

L'efficacia del prodotto è precisamente quella pubblicizzata: come vedete dal filmato qui sotto, anche dopo più di due ore di utilizzo continuato, la custodia è del tutto libera da appannamenti e le immagini sono perfettamente nitide.

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domenica 4 marzo 2012

Velisti nella nebbia - seconda parte

Scartata l'ipotesi idroponica casalinga, in pieno delirio ossessivo-compulsivo, il nostro eroe ha ripreso in esame l'opzione Silica-Gel e ha contattato i rivenditori italiani del prodotto che, cortesi e solerti gli hanno risposto:
Per applicazioni del genere, considerando anche le ridotte dimensioni, le suggerirei le micro-bag da 2 grammi. Sono bustine di Silica-Gel molto piccole. Giusto per intenderci, ciascuna bustina ha pressapoco le dimensioni delle note caramelle al latte "Galatine". Il Silica-Gel è rigenerabile per molte volte, non è dannoso per la salute o per gli oggetti e lo stesso involucro con cui sono prodotte le bustine (il DuPont Tyvek) permette l'assorbimento dell'umidità e al tempo stesso evita il rilascio di qualsiasi pulviscolo di Silica-Gel che si può generare dallo sfregamento dei cristalli interni.
Procuratosi una Galatina, il Compulsivo Mascherato ha provato a inserirla nella custodia della videocamera, ma il suo entusiasmo si è rapidamente dissolto, come una manciata di cristalli di Silica-Gel gettati in un bicchier d'acqua:
Ben lungi dal darsi per vinto, il nostro eroe si è rivolto allora a quella divinità benevola che tutti accontenta: Google.
Evocato l'oracolo con le parole magiche "GoPpro fog", ha assistito all'epifania dei vaticinii (quelli che, nel linguaggio iniziatico, vengono definiti: link) e, dopo un attento esame, ha scelto quello che gli sembrava più confacente ai suoi bisogni: GoPro HD - how to prevent fogging or water drops from ruining your surf footage

Nel filmato in questione, un femminiello d'Oltreoceano, vittima di abusi o dedito al "branding" (notate la chiazza scura nella parte interna del bicipite destro), spiega come evitare la condensa nella custodia della GoPro.
Il suo metodo è semplice:
  1. si deve pulire la lente davanti all'obiettivo;
  2. si devono versare delle gocce di anti-appannante sulla parte interna della lente;
  3. si devono rimovere gli eccessi di anti-appannante con un cotton-fioc;
  4. si deve asciugare la custodia con un asciugacapelli.
Infallibile nel salotto di mamma e papà, questo sistema tende a funzionare meno bene in quei luoghi dove non siano disponibili delle prese elettriche a cui attaccare l'asciuga-capelli.
Il Velista Mascherato, non disponendo di un gruppo elettrogeno da portare seco a Santa Marinella, ha provato ad asciugare la custodia con il getto dell'aria condizionata fredda della sua auto (un'ipotesi, questa, che era stata valutata anche dai due ingegneri), ma tutto ciò che ha ottenuto è stato che la condensa, invece di concentrarsi sulla lente della custodia, com'era avvenuto precedentemente, si è diffusa su tutte le pareti.

continua..

sabato 3 marzo 2012

Velisti nella nebbia - prima parte

Se la si dovesse giudicare dalle pagine di questo blog, si potrebbe pensare che l'attività velistica del Velista Mascherato, nei mesi invernali, sia stata quantitativamente scarsa - oltre che qualitativamente scarsa, come d'abitudine.
Ciò non corrisponde al vero, anzi: a volerla dire tutta, nell'ultima regata del Campionato Invernale, il nostro ha perfino portato a casa un terzo posto (sarebbe potuto arrivare anche secondo, se non fosse che, prima di lui, avevano già tagliato il traguardo due barche..), risultando settimo nella classifica finale.
Sfortunatamente, però, la narrazione delle avventure del Gallo delle Creste (che è cosa ben diversa dalle Creste di gallo..) è stata ostacolata dalla nebbia..

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Il fatto è che, quando fa freddo, nella custodia stagna della GoPro si produce una sottile condensa che, a seconda dei casi, si concentra sulla lente davanti all'obiettivo o si diffonde per tutte le pareti, obnubilando le immagini riprese.
Ciò, talvolta è un bene (per esempio, quando, rientrando in porto, si pensa bene di sollevare la deriva, scordandosi che il Laser, senza deriva, non vira..), ma nella stragrande maggioranza dei casi si rivela una grossa seccatura che ostacola la naturale propensione all'auto-mitopojesi dell'uomo moderno.

Determinato a risolvere il problema, il Velista Maschrato ha fatto una rapida ricerca in Rete, scoprendo che la GoPro vende degli inserti anti-condensa da inserire nella custodia della videocamera per assorbire l'umidità dell'aria in essa contenuta; una soluzione pratica ed elegante, ma dispendiosa: una busta con tre coppie di inserti costa, sul sito GoPro, la bella cifra di 14,99 $, che, alla faccia del cambio favorevole, si trasformano magicamente in 19.90 € sul sito del rivenditore italiano.
Parsimonioso per natura, il Nostro ha deciso di cercare una soluzione alternativa a quello che gli appariva un vergognoso sperpero di danaro e ha chiesto consiglio alla Scienza Ufficiale, nelle persone di Stefano e Andrea che, oltre a essere velisti, sono anche due stimati ingegneri..

MADORNALE ERRORE!

La tendenza all'empirismo inconcludente, che nell'ingegnere singolo è arginata dall'impossibilità di discutere sterilmente con sé stesso, nel caso degli ingegneri in coppia innesca una catena dialettica auto-alimentata il cui unico limite temporale è la vita dei due interlocutori.
Alla dodicesima ipotesi iperbolica, sfinito da dissertazioni sul punto di rugiada e sulla presunta omosessualità di Lord Kelvin, il nostro eroe ha deciso di abbandonare l'empiréo ingegneristico e di rivolgersi a degli scienziati più pragmatici; nello specifico: a un noto biologo marino emigrato all'estero..

"Mettici del Silica-gel," gli ha consigliato lo scienziato. "Sai, quelle bustine con su scritto: DO NOT EAT? Io li ho ingeriti e male non fanno...almeno a breve termine."
Perplesso, ma fiducioso, il Velista Mascherato si è rivolto allora a un "precarissimo" chimico dell'Università di Tor Vergata, che non disponendo di Silica-Gel, gli ha suggerito di utilizzare in sua vece del riso.
Alle comprensibili rimostranze del nostro eroe ("Sì, vabbe', e ci metto anche dei funghi, così, quando esco dall'acqua ho pronto il pranzo..") e dell'emigrante ("La situazione della ricerca in Italia è la diretta conseguenza della fiducia che il ricercatore ha nei rimedi da trattoria"), il precarissimo ribatteva citando l'episodio di un reporter del Washington Post che, dopo aver fatto cadere per errore il suo Blackberry nella tazza del cesso, era riuscito ad asciugarlo lasciandolo in una coppa piena di riso crudo.

Ancor più perplesso, ma molto meno fiducioso, sia nei confronti della Scienza Ufficiale che nei riguardi della Stampa americana, il Velista Mascherato ha provato a risolvere la cosa col fai-da-te: ha sciolto due cucchiaii di idrogenotriossocarbonato di sodio (banalissimo bicarbonato Solvay) in un dito d'acqua e con essa ha imbibìto due di quei dischetti di cotone che usa sua moglie per struccarsi, poi li ha messi ad asciugare sul calorifero. L'acqua è evaporata, ma il bicarbonato (igroscopico) è rimasto nei dischetti di cotone che sono diventati così un equivalente galenico dei costosi inserti originali.
Questa, almeno, è stata la sua convinzione fino a che non ha provato a inserirli nella custodia, scoprendo che, sebbene essiccata, l'ovatta tendeva a rilasciare una sottile polvere bianca che, oltre a risultare estremamente sospetta, avrebbe potuto causare danni ai circuiti della videocamera.

(continua...)