sabato 31 dicembre 2011

Maltese corto - epilogo

Credo sia doveroso, in chiusura di questa saga natalizia, rendere giustizia al luogo che ci ha ospitati raccontando anche ciò che di buono abbiamo visto nel corso del nostro breve soggiorno sull'isola di Malta. Se finora ne ho parlato male è solo perché l'animo umano è più propenso a trarre godimento dalle disgrazie altrui, piuttosto che dalle loro gioje. Non a caso, metto in linea solo i filmati delle mie scuffiate e non quelli in cui tutto va per il verso giusto..

Per prima cosa, vorrei rendere omaggio ai Maltesi, che con noi si sono sempre dimostrati gentili e premurosi. Magari non ti sanno dire dove sia High Street anche se, guarda caso, è proprio in High Street che tu e loro vi trovate, ma non lo fanno con cattiveria e si sforzano sempre di rendersi utili.
Anche il personale del Preluna è stato cortesissimo e premuroso, e ci ha fornito indicazioni preziose su mezzi di trasporto e ristoranti; lo stesso barman dello Skyroom, che mi ha servito il Campari shakerato più cattivo della mia vita, è stato così gentile da prepararne una dose esigua, di modo che non avessi a patirne troppo.

Un'altra cosa che ci ha colpiti, anche perché arrivavamo dalla Roma pre-natalizia, è stata la totale assenza di mendicanti per le strade: non so se li arrestino, li buttino a mare o, più semplicemente, li utilizzino per fare i bragioli (piatto tipico locale corrispondente ai nostri involtini); fatto sta che non se ne trovano.
A pensarci bene, per le strade mancano anche i gatti, il che è vagamente inquietante, considerando che l'altro piatto tipico locale è il coniglio..

Dal punto di vista delle attrattive turistiche, la co-cattedrale di St. John e i dipinti di Caravaggio sono due ottimi motivi per recarsi a Malta, se non altro perché nessuna delle foto che ho avuto modo di vedere, o prima o dopo il viaggio, riesce a rendere l'effetto del panno rosso acceso sui lombi del Santo. E sicuramente nessuna fotografia potrà darvi la stessa emozione che si prova nel vedere la firma di Caravaggio, ricavata dal sangue che si spande sul terreno.

Detto ciò, vorrei precisare che tutti gli eventi che ho riferito corrispondono a verità: posso averli abbelliti un po', ma non mi sono inventato niente. Se non mi credete, leggetevi questo resoconto di viaggio: www.fabioecinzia.it/malta/malta.htm; ci troverete buona parte delle cose che vi ho raccontato, dal "nervosismo" dei guidatori di autobus alla desolazione del porto di Vittoriosa.
Certo: lo stile letterario è quello che è, con una spiccata tendenza all'apologia piuttosto che alla critica, ma se guardate con chi va a letto l'autrice del testo, capirete che non può essere certo il senso critico, la sua dote più spiccata..

A presto, con nuove ed emozionanti avventure..

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