domenica 15 gennaio 2012

A cosa servono gli amici

La ripresa del Campionato invernale di Santa Marinella ha segnato un momento epocale nella carriera laseristica del Velista Mascherato. È tale la magnitudine dell'evento occorso (qualcosa a metà fra l'omicidio Kennedy, l'outing di Rock Hudson e un concerto di Califano in cui lui si presentasse vestito da pastorella, cantando Non ho l'età), che chi scrive è ancora sopraffatto dall'emozione e fatica a trovare le parole per descrivere ciò che ha visto. In questi casi, l'unica via d'uscita per il cronista è attenersi ai fatti, ed è ciò che faremo.

Le previsioni per la mattina di domenica davano vento da Est in calo; la strategia messa a punto dal Velista Mascherato e dal suo Istruttore Mascherato teneva conto di ciò e considerava anche la possibilità che, nel tardo pomeriggio, il vento girasse lentamente verso Ovest, come spesso era capitato in precedenza. Partenza mure a dritta verso terra, quindi, virando sugli scarsi per poi tirare il bordo buono il più possibile.
- Il tuo obiettivo oggi,- aveva aggiunto l'Allenatore Mascherato - è di fare OCS: non partire dietro come al solito, ma stai più avanti possibile.

Forte di questi saggi consigli, il nostro eroe si porta sulla linea di partenza, più vicino del solito alla barca giuria, e lì attende la partenza, cercando di fare tutte quelle cose che, quando le leggi sui libri, sembrano facili e immediate, ma che, quando provi a metterle in pratica, scopri che non lo sono affatto, se non altro perché anche tutte le altre persone che sono lì con te hanno letto gli stessi libri e stanno cercando di fare altrettanto.
Ha giusto il tempo di vedere che la trinità Crivelli, Antognoli e Morani si sta dando battaglia molto più giù sulla linea, poi il suono della mucca spray impugnata dal giudice di gara lo riporta alla realtà, trasformando le sue ipotesi tattiche in urgenze strategiche, prima delle quali: levarsi dai rifiuti della barca che, subdolamente, gli è scivolata sopravvento.

Due o tre virate più tardi, la prima sorpresa: incrociando il suo amico Andrea, Velista Mascherato Onorario e miglior atleta del suo gruppo (posizione a due cifre in ranking-list, duecentosessantuno posti prima del Velista Mascherato), per la prima volta - almeno nel periodo di veglia - è il Velista Mascherato a passare davanti! La situazione si ribalta all'incrocio successivo, ma il distacco rimane esiguo e alla boa di bolina è ancora una distanza ragionevole.
Un buon bordo di poppa permette al nostro eroe non solo di colmare il distacco, ma perfino di sorpassare l'Amico Stefano, altro "due cifre" in ranking-list, duecentoquarantadue posti prima della Libellula dei Flutti.
Passata (indenne!) la boa di poppa, si impone una scelta strategica: seguire gli altri, mure a sinistra o andare a terra mure a dritta?
Il Mascherato sceglie la seconda ipotesi, un po' per non finire nei rifiuti delle due barche davanti a lui, un po' per seguire i consigli del suo allenatore: una scelta rischiosa, ma di buon successo perché quando lui e Andrea tornano a incrociarsi, più o meno a metà del campo di regata, sono pressocché pari. Essendo mure a sinistra, il nostro eroe tenta il colpo gobbo: viratona con rollio giusto sottovento all'avversario per poi cercare di spingerlo all'orza in virtù del diritto di rotta.
L'emozione, però, o forse il poco allenamento, gli giocano un tiro birbone: la virata viene una schifezza e il Velista Mascherato si ritrova negli scarti dell'amico, con la barca che rallenta sinistramente; decide quindi di poggiare e di andare a prendersi un po' d'aria pulita, anche perché gli sembra che quella che stanno seguendo sia una rotta un po' troppo alta rispetto alla lay-line. Quando, guardando in direzione della boa, vede le Tre Grazie (sempre i suddetti Crivelli, Antognoli e Morani) avvicinarsi a essa mure a dritta, per un attimo si chiede come mai abbiano scelto anche loro una rotta così alta, poi, finalmente, capisce di star puntando alla boa di lasco.

Il suo sgomento, però, dura giusto il tempo di una virata perché, quando comincia a risalire verso la vera boa di bolina, si rende conto di non aver perso affatto, rispetto agli altri; forse è addirittura un po' più avanti.
La virata sulla lay-line, stavolta gli viene bene (bene, relativamente al soggetto) e, incredibilmente, è proprio lui a passare per primo la boa di bolina, ma il Velista Mascherato Onorario è giusto dietro al suo timone; talmente vicino che, se il nostro eroe non avesse altro a cui pensare, potrebbe tranquillamente mollargli il vang.
Il traverso è una di quelle andature in cui il Velista Mascherato si sente meno sicuro (le altre due sono la bolina e la poppa), ma per fortuna è un'andatura veloce e la boa arriva rapidamente, svelando davanti alla prua del nostro eroe l'ultimo bordo di poppa e, più giù, alla fine dell'Universo, la boa di arrivo.
Nel giro di boa, la tecnica e l'esperienza di Andrea gli permettono di recuperare il poco distacco dal nostro eroe e quando le barche sono finalmente in assetto, i due sono praticamente appaiati.
- Se arrivi davanti, non sei più mio amico! - minaccia l'Onorario da sottovento, ma il Velista Mascherato non se ne preoccupa: sa benissimo che fra poco suonerà la sveglia e dovrà alzarsi per andare a lavorare.

Per metà del bordo di poppa, le due barche procedono affiancate nel vento che sta lentamente calando. Davanti a loro, a parte l'irraggiungibile trio di testa, ci sono un giovine che mostra di avere una approfondita conoscenza tanto della dinamica dei fluidi che dei modi per eludere la regola 42 e un velista non meglio identificato che ha approfittato delle loro scaramucce per infilarli alla boa di bolina e adesso li precede di qualche lunghezza.
Il Velista Mascherato sa che se arriveranno appajati alla boa di poppa, sarà Andrea a passare per primo il traguardo, così, dapprima tenta di distrarre l'amico gridandogli frasi senza senso nel suo Francese d'accatto, poi, vedendo che l'altro non si distrae, decide di tentare il tutto per tutto e comincia a zigzagare sulle onde residue, sperando che qualche flutto benevolo riesca a fargli guadagnare abbastanza spazio da compensare gli errori che certamente farà nel giro di boa.

Le divinità marine gli sono favorevoli e, a una decina di lunghezze dalla boa, è abbastanza avanti da azzardare un bordo in strapoggia che lo porta, non solo davanti al suo amico, idolo e maestro Andrea, ma anche in traiettoria interna.
"Se scuffio in virata, mi lascio andare a fondo, come George Clooney ne: La Tempesta Perfetta", pensa il nostro eroe, ma per una volta non fa errori e, lesto, cazza la vela per il bordo di bolina. Peccato, però, che quello che condice all'arrivo non sia un bordo di bolina, ma di traverso...
Alla sue spalle, Andrea pensa: "Se non se ne accorge per altri dieci secondi, lo passo...", ma il Velista Mascherato, per quanto in evidente stato confusionale, riesce a mollare scotta e base quel tanto che gli permette di recuperare velocità e punta decisamente alla poppa della barca Giuria per chiudere la strada al licantropo affamato che lo sta inseguendo.
Un attimo dopo..