martedì 27 dicembre 2011

Maltese corto, terzo giorno - La fine di Malta

Il terzo giorno di permanenza sull'isola di Malta dona ai nostri eroi due grandi gioje: a) c'è un ufficio dell'Alitalia giusto dietro l'albergo e b) è possibile anticipare il viaggio di ritorno.
È una decisione sofferta, ma inevitabile: il tempo è ulteriormente peggiorato e, a parte la chiesa di St. John e il derriere di una ragazza che correva sul lungomare, niente di quello che hanno visto finora li spinge a prolungare la loro permanenza. Sono certi che, da qualche parte sull'isola, ci sia qualcosa di molto bello, che varrebbe la pena vedere, ma sono certi altresì che sia nascosto molto bene e che non basteranno altri quattro giorni per riuscire a trovarlo.

Risolto il problema del biglietto, il Velista Mascherato e la sua signora si imbarcano sul bus 222, che li porterà fino a Cirkewwa, che non è la sorella di Chewbecca, il Wookiee di Guerre Stellari, ma una località nella punta nord di Malta, da cui partono i traghetti per Gozo.
Anche se il paesaggio (e il traffico) lungo la linea del 222 non offrono motivi per metter in dubbio la decisione presa, nella mente del Velista Mascherato continua a ronzare una domanda: "Cosa facciamo, se scopriamo che Gozo è bellissima?"
Fortunatamente, la lungimiranza urbanistica del popolo maltese viene in soccorso del nostro eroe, dissipando ogni dubbio residuo. La costa nord di Malta è ciò che sarebbero le Bocche di Bonifacio se il Blocco Sovietico avesse vinto la guerra fredda: la Costa del Realismo Socialista, qualcosa a metà fra la periferia di Budapest e le zone di Tenerife dedicate al turismo popolare britannico.

Al capolinea del 222 c'è solo un bar squallido e un cantiere; dall'altra parte della strada, c'è il molo a cui attraccano i traghetti e, immediatamente dopo, l'hotel Paradise Bay, che ha la piscina a forma di fallo circonciso. Su Google Maps, c'è una recensione dell'albergo redatta da tale Davide:
Posizione stupenda, struttura completa e accogliente, non manca di nulla. Camere di modeste dimensioni e balconi abbastanza grandi. Pasti a buffet, cucina varia e saporita. Unica pecca, i serramenti non sono dei migliori, il bagno ha dato problemi a dei miei amici e l'arredo è composto da cassettiere difficili da aprire. Resta in ogni caso un resort veramente buono. Da consigliare.
In sostanza: camere piccole, arredi scadenti, cessi difettosi e infissi "non dei migliori"; senza contare che, davanti al balcone, ti ci attracca il traghetto sei volte al giorno.
Viene da chiedersi che cosa, il nostro connazionale, NON consiglierebbe..

Guarda il video su Vimeo

Durante il viaggio di ritorno, succede una cosa strana: all'andata, un omino dall'aria dimessa era sceso dal 222 a una fermata in un punto imprecisato fra Mellieħa e Cirkewwa. Non essendoci nulla, nei dintorni della fermata, il Velista Mascherato aveva ipotizzato che pover'uomo (prostrato dallo stile di guida dell'autista o dal paesaggio o da tutte e due le cose insieme), avesse deciso di mettere fine ai suoi giorni gettandosi nella forra che costeggiava la strada. Ripassando per lo stesso punto, la signora Mascherato aveva preso in giro il coniuge, ironizzando sulla sua affermazione, ma...

La forra..

Nessun commento: