sabato 31 dicembre 2011

Maltese corto - epilogo

Credo sia doveroso, in chiusura di questa saga natalizia, rendere giustizia al luogo che ci ha ospitati raccontando anche ciò che di buono abbiamo visto nel corso del nostro breve soggiorno sull'isola di Malta. Se finora ne ho parlato male è solo perché l'animo umano è più propenso a trarre godimento dalle disgrazie altrui, piuttosto che dalle loro gioje. Non a caso, metto in linea solo i filmati delle mie scuffiate e non quelli in cui tutto va per il verso giusto..

Per prima cosa, vorrei rendere omaggio ai Maltesi, che con noi si sono sempre dimostrati gentili e premurosi. Magari non ti sanno dire dove sia High Street anche se, guarda caso, è proprio in High Street che tu e loro vi trovate, ma non lo fanno con cattiveria e si sforzano sempre di rendersi utili.
Anche il personale del Preluna è stato cortesissimo e premuroso, e ci ha fornito indicazioni preziose su mezzi di trasporto e ristoranti; lo stesso barman dello Skyroom, che mi ha servito il Campari shakerato più cattivo della mia vita, è stato così gentile da prepararne una dose esigua, di modo che non avessi a patirne troppo.

Un'altra cosa che ci ha colpiti, anche perché arrivavamo dalla Roma pre-natalizia, è stata la totale assenza di mendicanti per le strade: non so se li arrestino, li buttino a mare o, più semplicemente, li utilizzino per fare i bragioli (piatto tipico locale corrispondente ai nostri involtini); fatto sta che non se ne trovano.
A pensarci bene, per le strade mancano anche i gatti, il che è vagamente inquietante, considerando che l'altro piatto tipico locale è il coniglio..

Dal punto di vista delle attrattive turistiche, la co-cattedrale di St. John e i dipinti di Caravaggio sono due ottimi motivi per recarsi a Malta, se non altro perché nessuna delle foto che ho avuto modo di vedere, o prima o dopo il viaggio, riesce a rendere l'effetto del panno rosso acceso sui lombi del Santo. E sicuramente nessuna fotografia potrà darvi la stessa emozione che si prova nel vedere la firma di Caravaggio, ricavata dal sangue che si spande sul terreno.

Detto ciò, vorrei precisare che tutti gli eventi che ho riferito corrispondono a verità: posso averli abbelliti un po', ma non mi sono inventato niente. Se non mi credete, leggetevi questo resoconto di viaggio: www.fabioecinzia.it/malta/malta.htm; ci troverete buona parte delle cose che vi ho raccontato, dal "nervosismo" dei guidatori di autobus alla desolazione del porto di Vittoriosa.
Certo: lo stile letterario è quello che è, con una spiccata tendenza all'apologia piuttosto che alla critica, ma se guardate con chi va a letto l'autrice del testo, capirete che non può essere certo il senso critico, la sua dote più spiccata..

A presto, con nuove ed emozionanti avventure..

mercoledì 28 dicembre 2011

Maltese corto, quarto giorno - La partenza

Come molti di voi sapranno, gli antichi hanno spesso associato la Luna alla morte e questo legame è ancora vivo e presente in alcune culture delle piccole isole del Mediterraneo, dove si chiamano: "Preluna" quegli alberghi in cui i vecchi si recano a passare i loro ultimi giorni sulla Terra.
Filologia a parte, il momento della colazione al Preluna Towers, è una specie di memento mori quotidiano che riuscirebe a deprimere anche il pupazzo di un ventriloquo: decine di anglofoni, biancocanuti e incerti nell'incedere, che si abboffano di alimenti insalubri, nel tentativo di porre fine alla propria esistenza nel minor tempo possibile.

A dispetto della compagnìa tanatoica, il cibo è pessimo: il succo di arancia ha un retrogusto di calzino; le uova non sanno di nulla; il bacon soffritto è duro e sa di pesce; le fette di ananasso, devono essere arrivate sull'isola via mare un giorno di burrasca, perché non ce n'è una intera.

A dispetto della compagnìa tanatoica e del cibo scadente, la pulizia dei tavoli è del tutto sommaria: i molti camerieri presenti in sala appena vedono qualcuno che si alza da tavola al termine del pasto, accorrono (si fa per dire: di solito quello che si alza è un ottuagenario bradipico e fra il momento in cui inizia ad alzarsi e il momento in cui effettivamente si alza passano sempre alcuni minuti) a pulire le tovagliette all'americana dai residui di cibo, ma, forse a causa di qualche strana superstizione isolana, si guardano bene dal pulire anche il tavolo sottostante, che rimane lercio al punto che le guide consigliano di prendere sempre un coltello dal contenitore delle posate anche se non si deve tagliare nulla: servirà per staccare dal piano del tavolo gli abiti o le parti del corpo che resteranno incollate ai residui zuccherini e collosi delle precedenti fruizioni.

Assolto al penoso dovere della commemorazione dei defunti, i coniugi Mascherato recuperano i proprî bagagli, dicono addio a una stanza piena di ricordi (altrui, non loro) e chiamano un taxi: l'aereo che li riporterà a Roma (hurrah!) parte nel primo pomeriggio e così hanno pensato di sfruttare la mattinata per visitare le cosiddette: "Tre città" - Vittoriosa, Senglea e Cospicua - che si trovano al dilà della Grand Harbour.
Quando chiedono al tassista di portarli a Vittoriosa, l'indigeno li guarda come un cocchiere rumeno guarderebbe un viaggiatore che gli chiedesse di essere portato al castello di Dracula, ma i nostri eroi non ci fanno caso: vivono a Roma e sono abituati alle bizzarrie degli autisti pubblici. Arrivati al porto di Vittoriosa, capiscono che il brav'uomo stava facendo i loro interessi, ma ormai è troppo tardi: il tassista li sbarca in mezzo alla desolazione e scappa via lesto, agitando una treccia di aglio e un crocifisso a scopo apotropaico.

La guida dice che il Grande Assedio turco del 1565, pur se infruttuoso, lasciò un segno indelebile nell'isola; ciò che la guida non dice è che, a oggi, 'sto segno ancora non sono riusciti a cancellarlo del tutto..

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martedì 27 dicembre 2011

Maltese corto, terzo giorno - La fine di Malta

Il terzo giorno di permanenza sull'isola di Malta dona ai nostri eroi due grandi gioje: a) c'è un ufficio dell'Alitalia giusto dietro l'albergo e b) è possibile anticipare il viaggio di ritorno.
È una decisione sofferta, ma inevitabile: il tempo è ulteriormente peggiorato e, a parte la chiesa di St. John e il derriere di una ragazza che correva sul lungomare, niente di quello che hanno visto finora li spinge a prolungare la loro permanenza. Sono certi che, da qualche parte sull'isola, ci sia qualcosa di molto bello, che varrebbe la pena vedere, ma sono certi altresì che sia nascosto molto bene e che non basteranno altri quattro giorni per riuscire a trovarlo.

Risolto il problema del biglietto, il Velista Mascherato e la sua signora si imbarcano sul bus 222, che li porterà fino a Cirkewwa, che non è la sorella di Chewbecca, il Wookiee di Guerre Stellari, ma una località nella punta nord di Malta, da cui partono i traghetti per Gozo.
Anche se il paesaggio (e il traffico) lungo la linea del 222 non offrono motivi per metter in dubbio la decisione presa, nella mente del Velista Mascherato continua a ronzare una domanda: "Cosa facciamo, se scopriamo che Gozo è bellissima?"
Fortunatamente, la lungimiranza urbanistica del popolo maltese viene in soccorso del nostro eroe, dissipando ogni dubbio residuo. La costa nord di Malta è ciò che sarebbero le Bocche di Bonifacio se il Blocco Sovietico avesse vinto la guerra fredda: la Costa del Realismo Socialista, qualcosa a metà fra la periferia di Budapest e le zone di Tenerife dedicate al turismo popolare britannico.

Al capolinea del 222 c'è solo un bar squallido e un cantiere; dall'altra parte della strada, c'è il molo a cui attraccano i traghetti e, immediatamente dopo, l'hotel Paradise Bay, che ha la piscina a forma di fallo circonciso. Su Google Maps, c'è una recensione dell'albergo redatta da tale Davide:
Posizione stupenda, struttura completa e accogliente, non manca di nulla. Camere di modeste dimensioni e balconi abbastanza grandi. Pasti a buffet, cucina varia e saporita. Unica pecca, i serramenti non sono dei migliori, il bagno ha dato problemi a dei miei amici e l'arredo è composto da cassettiere difficili da aprire. Resta in ogni caso un resort veramente buono. Da consigliare.
In sostanza: camere piccole, arredi scadenti, cessi difettosi e infissi "non dei migliori"; senza contare che, davanti al balcone, ti ci attracca il traghetto sei volte al giorno.
Viene da chiedersi che cosa, il nostro connazionale, NON consiglierebbe..

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Durante il viaggio di ritorno, succede una cosa strana: all'andata, un omino dall'aria dimessa era sceso dal 222 a una fermata in un punto imprecisato fra Mellieħa e Cirkewwa. Non essendoci nulla, nei dintorni della fermata, il Velista Mascherato aveva ipotizzato che pover'uomo (prostrato dallo stile di guida dell'autista o dal paesaggio o da tutte e due le cose insieme), avesse deciso di mettere fine ai suoi giorni gettandosi nella forra che costeggiava la strada. Ripassando per lo stesso punto, la signora Mascherato aveva preso in giro il coniuge, ironizzando sulla sua affermazione, ma...

La forra..

lunedì 26 dicembre 2011

Maltese corto, secondo giorno - Il giro panoramico

A fronte di una sconfortante carenza di attrattive turistiche, (La) Valletta offre una vasta scelta di locali in cui mangiare: c'è la tavola calda di lusso stracolma di persone; il ristorante caratteristico che ha solo tavoli all'aperto (mangi quello che vuoi, ma devi pagare in anticipo, perché, col freddo che fa, nessuno arriva vivo al momento del conto); la trattoria casareccia con musica natalizia a tutto volume che ha solo un tavolo disponibile: sotto alle casse e vicino a una comitiva chiassosissima.
Alla fine, i nostri eroi ripiegano sull' Inspirations! Cafe and Restaurant all'interno del St. James Center for Creativity, una specie di museo multimediale dedicato alle mezzeseghe dell'espressione artistica. L' Ispirations! (originariamente si chiamava Transpirations!, poi però è arrivato l'Ufficio di Igiene e ha costretto i camerieri a farsi la doccia..) ha recentemente ricevuto quattro canini nella Guida Nosferatu, ed è attualmente uno dei più famosi locali per fotofobici di tutto il Mondo. Ricavato in una catacomba, riceve la luce del sole unicamente in coincidenza del solstizio d'estate ed è specializzato nel trattamento alimentare di muschio e licheni. La specialità del locale è il pipistrello alla cacciatora, ma va prenotato in anticipo.

Dopo "pranzo", i nostri eroi si concedono un "caffé" al Cordina, consigliato dalla "guida" Lonely Planet (spero vivamente di avere il tempo di parlarne..), poi decidono di ri-prendere il Sightseeing Bus e di terminare il giro turistico della città. Scoprono così che il giro turistico non comprende solo (La) Valletta e dintorni, ma arriva anche all'interno dell'isola, nelle città di Mosta e M'dina, che, sempre secondo la "guida", sono due delle principali bellezze di Malta. Questa notizia li rallegra non poco: intanto, giustifica il prezzo pagato per il biglietto (la bella cifra di quindici Euri ciascheduno); in secondo luogo, permetterà loro di farsi un'idea dell'interno e di decidere quali luoghi visitare, con calma, nei giorni seguenti.

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Quando i nostri eroi salgono sul bus, sono i soli passeggeri a bordo, ma a mano a mano che si susseguono le fermate, il pullman si riempie perché questa è l'ultima corsa della giornata, che raccoglie tutte le persone che sono scese qua e là durante le corse precedenti. Fa tropppo freddo per stare sul tetto, quindi gli umani si accalcano all'interno e in breve tutti i finestrini sono appannati, il che è un bene, perché il paesaggio che si è potuto vedere fino a quel momento è un misto fra le zone più desolate dell'Iglesiente e ciò che sarebbe diventato l'Alto Lazio se i Musulmani avessero vinto la guerra.
Alla vetreria di Mdina, quando ormai tutti i posti a sedere sono occupati, sale a bordo una donna con una bambina; sembra incinta (la donna), così il nostro eroe, che ha un codice etico da rispettare, si alza e le offre il posto. - Molte grazie, risponde la donna, in un Italiano leggermente indurito da un accento slavo. - Si era stancata di stare in piedi.
E fa sedere la bambina, restando i piedi a fianco a lei.
Il buono dell'essere un Velista Mascherato è che, quando ti capitano cose del genere, puoi stemperare l'incazzatura con la consapevolezza che poi potrai raccontare tutto nel tuo blog; ciò non di meno, il nostro eroe è piuttosto seccato (come direbbe suo cugino: "Ci hanno educato per il Paese dei Balocchi"..), così, decide di salire al piano superiore a "godersi" il "paesaggio" prima che il sole tramonti. Un attimo dopo, comincia a piovere.

Arrivato davanti alla versione discount della chiesa di Mosta (la facciata è uguale, ma, a parte l'iscrizione del timpano, ha solo quattro colonne contro le sei della chiesa originale..) , il guidatore ferma il pullman e dice: - Ci fermiamo per dieci minuti: se volete, potere scendere. L'unico che scende, però, è lui, per infilarsi di corsa in un gabinetto pubblico lì vicino; tutti gli altri, restano ai loro posti perché fuori piove e, anche se non piovesse, non ci sarebbe nulla da fare o da vedere.
Passano i minuti, ma il guidatore non torna. Il Velista Mascherato, temendo che il brav'uomo possa aver avuto una sincope da minzione, decide di andare in bagno anche lui, scoprendo, con suo grande stupore, che nel bagno non c'è nessuno: gli orinatoj a muro sono tutti liberi e nei cessi veri e proprii non c'è nessuno (le porte sono aperte, si vede). Meditabondo, restituisce alla terra maltese la birra bevuta all' Inspirations!, poi se ne torna sul bus, giusto in tempo per vedere l'autista uscire dalla porta del gabinetto.
In qualsiasi altra occazione, il nostro eroe avrebbe cercato di capire cosa potesse essere successo, ma nel caso specifico preferisce non fare domande per paura che l'autista possa offendersi, lasciandolo lì, in mezzo al nulla, vicino al cesso del Mistero. Sicuramente, c'è una spiegazione logica per ciò che è successo: forse nei cessi femminili c'è una casa di appuntamenti per autisti di pullman gestita dal parroco della chiesa senza nome o, magari, l'autista si è sottoposto a un intervento di vaginoplastica, ma non lo ha ancora detto in ufficio per paura che qualche collega burlone per Natale gli regalasse una Barbie..

Malta è così..

Maltese corto, secondo giorno - La Valletta

Nel corso della notte, i nostri eroi scoprono altre due interessanti peculiarità della stanza che li ospita: la prima è che non è possibile spegnere la luce del terrazzino e quindi, per dormire al buio, si deve chiudere la tenda della porta-finestra; la seconda è che la suddetta porta-finestra non si chiude del tutto e, per quanto si accostino i battenti, resta sempre uno spiraglio in cui il si incanala il vento; la tenda chiusa blocca lo spiffero, ma il rumore si sente lo stesso e, al mattino, quando il vento cresce di intensità, si ha la piacevole sensazione di essere negli ultimi posti di un aereo in decollo.

Sopravvissuti alla prima colazione (ne parleremo in seguito; per ora, anticperò solo che, secondo alcuni, è stato proprio a questo ambiente gaio e giovanile che John Landis si è ispirato per il video di Thriller..), i coniugi Mascherato escono per la loro prima giornata da turisti. Il programma prevede una visita alla Capitale dell'isola, in particolare, alla Co-Cattedrale di St. John ("la perla delle Isole Maltesi, un must per il visitatore", afferma il sito dell'Ente Turismo), dove è possibile ammirare anche due opere di Caravaggio: la Decollazione di Giovanni Battista e il San Gerolamo. Fatto ciò, pensano ingenuamente i nostri eroi, mangeranno un boccone in un locale tipico e poi passaranno il pomeriggio visitando le innumerevoli attrazioni turistiche e culturali di cui la città trabocca (lo dicono le guide: dev'essere vero..).
Turisti inferociti decapitano l'autore del sito www.visitmalta.com

Caravaggio - Turisti inferociti decapitano l'autore del sito www.visitmalta.com (1608)

La realtà, però, è ben diversa da come ce la raccontano: tanto per fare un esempio, a scuola ci hanno insegnato che la capitale di Malta è LA Valletta, con l'articolo, come L'Aquila. Lo sappiamo tutti: è l'unica capitale che conoscono anche gli scolari più resilienti all'apprendimento e, con quel nome, tutti ci immaginiamo che LA Valletta si trovi, appunto, in un avvallamento fra due o più alture; mai ci immagineremmo che LA Valletta, non solo non ha l'articolo, ma, in più, è costruita interamente sulla sommità del monte Sceberras, la penisola rocciosa che si erge fra la rada di Marsamxett e la Grand Harbour; se si chiana così, è perché è stata fondata dal Gran Maestro dell'Ordine di S. Giovanni, Jean Parisot de la Valette..
Un'altra cosa che nessuno si immagina, di Valletta, è che, vista la Co-Cattedrale e viste le due opere di Caravaggio (che sicuramente valgono il viaggio, ma non la permanenza), non c'è nient'altro che valga la pena di fare.
Turista inferocito scrive una lettera di protesta alla direzione dell'albergo perché ha trovato un teschio sotto il letto

Caravaggio - Turista inferocito scrive una lettera di protesta alla direzione dell'albergo perché ha trovato un teschio sotto il letto (1608)

Il Museo della Navigazione ha due piani: nel primo c'è la riproduzione della sala macchine di un piroscafo; al secondo piano, ci sono i modellini di alcune delle imbarcazioni che hanno solcato il Mediterraneo nel XX secolo. Piuttosto che dargli cinque Euri, uno ci si compra un gratta-e-vinci.
Le sale del Palazzo dell'Inquisitore sono un incrocio fra la casa di una vecchia zia e la sala consiliare del Comune di Trevignano; le celle degli inquisiti e la sala delle torture sono altrettanto interessanti e ricordano gli angoli più brutti di Castel Sant'Angelo, quelli che, anche se sei stanco, dici: "Ma no, dài, andiamoci a sedere più in là, vicino ai cessi..". Per concederti il privilegio di visitare il Palazzo, l'avido maltese esige la bella cifra di sei Euri, il che, per una coppia, assicura un risparmio netto di ben dodici Euri se si passa oltre. Indubbiamente conveniente.
Il Museo del Giocattolo, quando i nostri eroi ci sono passati davanti, l'hanno scambiato per un rigattiere particolarmente scalcagnato, ma è un subdolo trucco per attrarre i visitatori: in realtà, il Museo è uno dei luoghi più tristi e malinconici del Pianeta, e si ritiene che sia la causa del 98,7% dei suicidii sull'isola.
Il solito sito ufficiale lo descrive così:
Giocattoli dagli anni ’50 ad oggi sono disposti sui tre piani del museo. Di particolare interesse la collezione di modellini di auto Corgy, Dinky e Matchbox.
La verità è che un tipo nato negli anni '50 ha distribuito in tre stanze (una per piano) tutti i suoi giocattoli e adesso si aspetta che tu lo paghi per vederli. Il costo in effetti è più basso degli altri musei (solo 2.33 Euri), ma non lasciatevi ingannare: la differenza la si spende in anti-depressivi perché il Museo del Giocattolo induce nei suoi visitatori un grado di afflizione superiore ai 50/63 nella Scala della Depressione di Beck. Per sentirvi altrettando male, dovreste leggere una poesia di Pascoli, ascoltando la canzone: Nonna, cantata da Alvaro Amici, mentre ripensate al giorno in cui, facendo retromarcia con l'automobile, avete schiacciato la testa del vostro gattino preferito (e anche così non sarebbe lo stesso, perché almeno non dovreste pagare).

Abbandonata ogni velleità culturale, i nostri eroi decidono di consolarsi con il cibo, ma..

domenica 25 dicembre 2011

Maltese corto, primo giorno: La cena

La hall del Preluna Towers, nelle immagini del sito Web, è un posto fichissimo, con una scala sinuosa che si protrae sopra un pianoforte; nella realtà, è la stessa cosa, ma piena di vecchi. Ciascuna delle poltroncine della hall ha il suo bel relitto spiaggiato sopra; qualcuno legge, altri sonnecchiano, altri ancora - i più fortunati - sono passati dal sonno alla morte, ma nessuno se ne accorgerà fino all'ora di cena.
Mentre l'impiegato dell'accettazione viene a dire ai nostri eroi che la loro camera è pronta, dal fondo della sala arriva una musica ad alto volume, ma non è l'impianto stereo dell'albergo: è un geriatra che ha messo male lo spinotto delle cuffie nel suo iPhone. Con la stessa fissità catatonica che a breve sarà l'ultima immagine che avranno di lui i suoi cari, il brav'uomo fissa il diabolico ingegno tecnologico senza capire come mai si senta la musica, ma non dagli auricolari.

Le camere del Preluna Towers, nelle immagini del sito Web, sono sobrie, ma accoglienti, con una fantastica vista sul mare; nella realtà sono come nelle foto, ma dieci anni più vecchie. Il frigo-bar è vuoto, ma, in compenso, nel bollitore per il té c'è ancora dell'acqua, residuo di chissà quale ospite precedente; il bagno, celibe di bidet nella miglior tradizione anglosassone (il Velista Mascherato giura a sé stesso che, la prossima volta che qualcuno gli dirà che qualcosa: "è molto british", risponderà che è molto british anche andare in giro con il culo sporco..), è stato pulito sommariamente: il pavimento ricorda la zona intorno alla gru con cui all'Achab si tirano a secco le barche e nella vasca ci sono segni di ventose simili a quelli che comparvero nelle campagne di Innsmouth dopo la morte di Wilbur Whateley.
I nostri eroi, però, sono troppo stanchi per lamentarsi: disfano la valigia, si fanno una doccia, poi escono a farsi una passeggiata prima di cena.

Nel vento che comincia ad aumentare a mano a mano che il brutto tempo sorvolato al mattino si sposta verso sud, camminano lungo la Triq It-Torri (Tower Road, per la guida), un piacevole lungomare sul quale, a poca distanza dal Preluna, si affacciano alberghi visibilmente più belli, i cui ospiti non sembrano odorare di formalina. Poco male, pensano i Mascherati: la camera è stata fissata solo per tre giorni, se trovano di meglio, possono andarsene senza problemi.
Entrano nella chiesa di Nostra Signora del Monte Carmelo (disadorna e triste: escono immediatamente), bevono una birra al pub City of London, poi tornano indietro per cenare all'unico ristorante maltese che abbiano visto dal loro arrivo sull'isola: il Ta'Kolina.

Di nuovo, accludo le mie note di viaggio, rinnovando l'avviso che alcuni termini utilizzati potrebbero offendere la sensibilità degli ascoltatori più sensibili.
libguaggio esplicito

La cena al Ta'Kolina..
Il conto del Ta'Kolina..

Finita la cena, i nostri eroi tornano in albergo, anche perché il vento adesso si è fatto decisamente impetuoso. Per chiudere in bellezza la serata, decidono di salire allo Skyroom, ovvero alla sala all'ultimo piano dove, stando alle locandine affisse negli ascensori e nella hall, dovrebbe essere in corso l'esibilizione della famosa cantante Julie James (non è ben chiaro quale sia il nome e quale il cognome, e la foto sulla locandina non aiuta a chiarire il dilemma..).

Julie James allo Skiroom..


Maltese corto, primo giorno: L'albergo

A Sliema, in effetti, gli alberghi ci sono, ma o sono chiusi, o sono delle topaje infide.
Dopo aver percorso, a piedi, trascinandosi dietro la valigia, tutta la Triq Ix-Xatt, altrimenti nota come: The Strand; in pratica, il lungomare di Sliema (sulle targhe, i nomi delle strade sono in Maltese, ma nella guida, per agevolare l'orientamento, hanno messo i nomi inglesi..), i nostri eroi decidono di fermarsi da qualche parte per mangiare un boccone e fare il punto della situazione, ma si scontrano ben presto con la prima peculiarità dell'isola: i ristoranti, o sono pub inglesi che offrono coadiuvanti per l'insorgenza delle cardiopatìe, o sono ristoranti italiani che propongono più o meno le stesse porcherie dei pub, ma con nomi italiani. Come se non bastasse, essendo il giorno di Natale, i pochi locali aperti offrono un pranzo speciale che comprende il peggio delle due suddette cucine nazionali a un prezzo (fisso) che risulterebbe immorale anche per un ristoratore romano.
Alle 16:51, vinti dalla fame, i Mascherati ripiegano su un pranzo natalizio da Buger King; gli altri avventori del locale sono un paio di orfani, una famiglia di senzatetto e a un gruppo di diseredati generici. Fra una patatina fritta e un sorso di Pepsi, si dedicano a un attento esame delle tre guide turistiche a loro disposizione (due guide elettroniche per iPhone, edite dall'Ente Turistico Maltese e una guida cartacea della Lonely Planet - le prime, assolutemente insincere; la terza, disfunzionale), e si convincono a proseguire in direzione Nord verso la St. Julian's Bay, una zona che dovrebbe essere un po' più turistica di questa, che invece è, a tutti gli effetti, un'area angi-portuale.
Per una volta c'azzeccano e, poco dopo, sono seduti nella hall delle Preluna Towers, un albergo a quattro stelle (maltesi) con vista sul mare, che, da fuori, sembra un piccolo Paradiso, ma che in realtà ne è solo l'anticamera..

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Riporto di sèguito le mie impressioni a caldo sulle Preluna Towers, ma mi corre l'obbligo di precisare che il linguaggio utilizzato nelle registrazioni ha sì, la freschezza della diretta, ma anche la stessa incontrollabile libertà e potrebbe risultare offensivo per gli ascoltatori più sensibili.
libguaggio esplicito

Siamo scesi al "Babbiona's"..
Ancora sul "Babbiona's"..
La Tentazione Pugliese..

Maltese corto, primo giorno: Il viaggio

All'aeroporto, il giorno di Natale, c'è solo chi proprio ci deve stare: persone che, non avendo né familiari né amici, preferiscono passare le festività lontano da casa e persone che, avendo familiari e/o amici, preferiscono passare le festività lontano da casa.
Il Velista Mascherato e sua moglie arrivano con l'abituale anticipo di due ore abbondanti (non si sa mai: metti che il tassì buca una gomma..), ma al check-in e al controllo di sicurezza ci sono solo loro e in meno di dieci minuti sono dentro, senza nulla da fare e due ore buone da attendere.
Si siedono e attendono..

In attesa dell'imbarco..

L'imbarco avviene in leggero ritardo, ma, dice il Comandante, il viaggio durerà meno del previsto grazie a un forte vento a favore. Le hostess hanno la faccia di quelle che si sono da poco lasciate con il ragazzo e che hanno chiesto di lavorare a Natale per non dover scartare i regali da sole. Sono, comunque, gentilissime e graziose e, quando arrivano con il carrello delle bevande, il nostro eroe, che è restato tutto il tempo con il naso incollato al finestrino a guardare le nuvole e il mare, si distrae e non riesce a vedere nemmeno un pezzettino di Sicilia.

L'aeroporto di Malta è, se possibile, ancora più desolato di Fiumicino e il cielo, che al momento dell'atterraggio era sereno, si sta riempiendo di nuvoloni grigio piombo. Un tassista che sembra uscito da un episodio di Pirati dei Caraibi offre i suoi servigi ai nostri eroi, ma il Velista Mascherato rifiuta orgoglioso: prenderanno il bus; c'è giusto la fermata lì davanti.
- Hai sentito? chiede la signora Mascherato al marito. - Ha detto che non ci sono autobus, oggi..
- E tu ci credi? replica il nostro eroe, con la stessa sicumera con cui Crusca chiede a Fernandello se il padre ha i soldi per mandarlo a studiare.
Dopo qualche minuto, però, si alza un vento gelido, comincia a piovere e visto che di autobus, in effetti, non se ne vede nemmeno uno, il nostro eroe carica moglie e bagagli su un tassì che ha appena scaricato i suoi passeggeri sul marciapiede di fronte (buon segno: magari è un ladro, ma non è un rapitore..) e chiede di essere portato a Sliema, dove, stando alla guida di Malta scaricata dal sito turistico ufficiale, c'è un'alta concentrazone di alberghi.

sabato 24 dicembre 2011

Maltese corto - prodromi

Malta è un'isola al centro del Canale di Sicilia, ed è un bene che sia così: chi non ci vive, è bene che non ci vada; chi ci vive, è bene che resti lì. Chi, per errore o ingenuità, decide di andarci, è bene che racconti agli altri le sue sofferenze, perché nessuno abbia a patire ciò che lui ha patito.

Il Velista Mascherato, quest'anno, ha deciso di andare a Malta per Natale. Molte erano le ragioni che lo spingevano a far ciò: l'odio per le festività natalizie; la passione per Caravaggio; il desiderio di evadere dal triangolo: Roma-Fiumicino-Santa Marinella; la tentazione, dopo le gradite sorprese della "Manovra Salva Italia", di portare il suo CAT-38 in un luogo dove una barca a vela del 1978 non fosse considerata un bene di lusso. Il suo piano iniziale era di andare da solo ("vacanza", vuol dire: "mancanza"; se ti porti appresso la moglie, che mancanza è?), ma siccome le donne sono strane e, per motivi che la mente di un uomo fatica a comprendere, si seccano se le lasci da sole a Natale, alla fine ha acconsentito a partire in due.

Celebrata la Vigilia con familiari e affini, la sera del 24 è tornato a casa presto ed è andato a dormire mettendo la sveglia alle 06:00 del giorno dopo, in modo da avere tutto il tempo di fare la valigia prima che arrivasse il tassì che li avrebbe portati all'aeroporto.
Spenta la luce e chiusi gli occhi, ha pensato: "Fa che si presenta lo Spettro dei Natali Passati, gli ammollo un calcio nelle pall..."
Un attimo dopo, era nel Mondo dei Sogni.

venerdì 23 dicembre 2011

La bonomìa come metodo per prevenire gli abbordi in mare

Fosse per me, la forma impersonale del verbo "dire", sarebbe fuori legge.
Dice: Perché? Facile: perché ti consente di dire delle cazzate stratosferiche senza assumertene la responsabilità.
Volete un esempio? eccolo: Si dice che a Natale siamo tutti più buoni. Ma chi è, che lo dice? dove sono le prove?
E poi, più buoni di chi? Di Madre Teresa, ne dubito; di Ghandi, la vedo dura: oggi, a piazza Venezia, un vecchio barbone, seduto per terra, pencolava assonnato o ubriaco o tutte e due le cose insieme, mentre le persone intorno a lui si affrettavano a spendere gli ultimi residui della quattordicesima in regali più o meno inutili, ma costosissimi.
D'accordo: se le persone quest'anno non avessero speso la loro quattordicesima in oggetti inutili e costosi, probabilmente, il prossimo anno a piazza Venezia avremmo trovato anche buona parte dei commercianti di Roma, seduti per terra con la barba lunga e un cartone di Tavernello, ma cosa c'è di buono in tutto ciò?

Comunque, siccome a Natale siamo tutti più buoni (di Pacciani, quanto meno, o di Klaus Barbie), eccovi un suggerimento buonista per risolvere una spiacevole situazione che si verifica talvolta in regata, senza perdere tempo con nojose proteste o controproducenti arrembaggi di gommoni.

Sarà capitato anche a voi, come diceva Raffaella Carrà, di trovarvi inchiodati sottovento a un'altra barca che vi tiene nei suoi rifiuti e vi impedisce di virare. Nei libri c'è scritto che queste situazioni si risolvono sfruttando il proprio diritto di rotta, orzando fino a mandare l'altro prua al vento; purtroppo, però, se fra il dire e il fare c'è di mezzo il mare, fra lo scrivere e il fare c'è di mezzo l'Oceano. Indubbiamente, un velista bravo come quello che ha scritto il libro, queste situazioni le risolve orzando, ma un velista un po' meno bravo, come fa?
Riuscirà, il velista un po' meno bravo, a orzare quel tanto che serve a mandare l'altro al vento, senza finirci lui stesso?
E se poi le barche si toccano?
E se l'altro lo morde?
No: queste situazioni possono essere risolte rapidamente utilizzando una delle famose Frasi di Sergio:
Aho! che volemo fa'?
Questa frase, pronunciata con il tono giusto, ha un effetto catartico: l' "Aho!" ha la stessa funzione del "Katsu!" dei maestri Zen: induce il destinatario ad abbandonare la logica e la razionalità, raggiungendo (anche se solo per pochi secondi) uno stato di illuminazione; la frase: "che volemo fa'?", fa capire all'altro che chi parla non lo considera altro da sé - un avversario o un nemico - ma si sente legato a lui da un forte senso di affinità, tant'è vero che gli chiede di decidere del destino di entrambi. È esortativo, ma allo stesso tempo, possibilista: se l'altro deciderà di tirare il bordo fino a che non sentiranno profumo di seadas, lui lo seguirà.

Nel novantanove per cento dei casi, il molestatore, investito di una simile responsabilità e sopraffatto dalla consapevolezza di essere parte di un ingranaggio cosmico volto al Bene comune, non può che prendere coscienza del suo errore e modificare la rotta - o levandosi dai coglioni, o virando.

Nel restante 1%, finisce in rissa, ma non ho mai detto che questo era un metodo infallibile..