domenica 6 novembre 2011

Gioventù spugnata

Quando c'è mare grosso, come nei giorni scorsi, la rada davanti al porto di Santa Marinella si riempie di surfisti.
Muta nera e piedi nudi, aspettano seduti sulle loro tavole che arrivi l'onda giusta, la cavalcano (provano a farlo, almeno) e quando un errore o un flutto invidioso li fa cadere, scompaiono nel bianco della schiuma per riemergere poco più in là e ricominciare tutto da capo.

Un tempo credevo che questi ragazzi scimmiottassero gli americani, ora ho capito che il surf è una metafora della loro vita: con un insieme di cognizioni limitato, si tuffano nell'acqua fredda, nuotano per qualche centinajo di metri, poi si siedono e aspettano che arrivi un'onda buona. Quando (se) l'onda arriva, provano a cavalcarla, in equilibrio sulla loro tavola, fin dove possono.
La maggior parte cade quasi subito - per inesperienza, presunzione o sfortuna; quelli che riescono a restare in piedi più a lungo, quando cadono, trovano un fondo più basso ed è più probabile che si facciano male. I più bravi, o i più fortunati, riescono a non cadere ed arrivano incolumi fino alla fine della corsa, che è lo stesso punto da cui erano partiti e dal quale si erano allontanati faticosamente.

Vedendoli, non posso fare a meno di pensare a quanto il loro sport sia diverso dal nostro: mentre noi possiamo sfruttare la forza del vento per andare dove vogliamo, anche nella direzione opposta a quella da cui il vento proviene, loro sono passivi, dipendenti da una forza che, nella migliore delle ipotesi, li trascina con sé.
Il loro, è un viaggio denso di emozioni, ma breve e inconcludente, ed anche in questo io vedo un riflesso della mentalità corrente, incentrata sui piaceri sensuali e sull'appagamento estetico - nell'accezione più limitata del termine.

Se dovessi fare un paragone con i vini (paragone più che appropriato, visto che finora mi sono scolato due bicchieri di Berlucchi e un numero imprecisato di bicchierini di Vodka), direi che la nostra è la Società del Novello: un vino facile da apprezzare, ma impermanente e privo di struttura.

Let them, come direbbe Achab, ma io continuo a preferire l'Amarone.

Guarda il video HD su Vimeo

Nessun commento: