domenica 27 febbraio 2011

Ùla badùla - Epilogo

"La fine di ogni cosa è sempre amara," dice il Poeta. "È come quando cala la bandiera." (*)
Si vede che il Califfo non è mai andato in Laser.

I pochi minuti che occorrono al Velista Mascherato per rientrare al porto di Santa Marinella lo segnano per sempre. Torna a terra, d'accordo, ma solo perché non sarebbe prudente restare lì fuori da solo; potendo, resterebbe in mare: zuppo, infreddolito, ma felice.
Dopo diciassette mesi di noviziato, ha capito finalmente a cosa serva davvero quello strano attrezzo ginnico travestito da barca a vela: a correre (tanto) sulle onde (alte).
Chi se ne frega delle regate, chi se ne frega della tattica, chi se ne frega della ranking-list: per quello che lo riguarda, da oggi in poi, tutto ciò che farà sul/con/per il Laser sarà finalizzato a rivivere pienamente quelle stesse emozioni che oggi ha appena avvertito. La prossima settimana riporterà la sua barca al lago, certo, ma, ogni volta che potrà, tornerà qui, al mare, a farsi sballottolare dal vento e dalle onde, perché ha capito che non c'è niente, che possa paragonarsi a questo.
Niente che a lui interessi, quanto meno.

Quando, oltre la punta dell'antimurale, compaiono le prime vele bianche, il Velista Mascherato ha già fatto la doccia e ha disarmato il suo Laser. Videocamera in mano, va in testa al molo e riprende le manovre di rientro, così che non si possa pensare, sentendo i racconti di questa giornata, che siano il frutto della naturale propensione all'eccesso degli uomini di mare.
Uno dei primi ad arrivare è il suo amico Andrea, che ha abbandonato la regata dopo la terza scuffia in poppa. E Andrea è uno bravo.
Mentre le barche si accalcano davanti allo scivolo di alaggio, un ragazzo viene portato all'ospedale perché gli è arrivata sulla schiena la prua di un avversario; chi, scuffiando, è finito di faccia sull'albero, si limita a inveire.

Il resto, lo potete vedere da soli.

Guarda il video su Vimeo



* Franco Califano, Disperati pensieri di un impotente



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