domenica 20 febbraio 2011

À la mer comme à la mer...

Quando il Velista Mascherato si sveglia, la prima cosa che vede è il mare. Non succedeva da un sacco di tempo, si era quasi scordato quanto fosse bello, svegliarsi così.
Il cielo è plumbeo, non c'è un alito di vento, ma è sempre meglio questo, del muro del palazzo di fronte.
Infinitamente meglio.

Al largo, ci sono tre petroliere all'àncora; ieri avevano la prua rivolta verso il porto di Civitavecchia, ma nella notte qualcuno o qualcosa le ha fatte ruotare di centottanta gradi e ora son lì che guardano malinconiche la sagoma di Capo Linaro, ancora coperta dalla foschia mattutuna.
"Dev'esserci corrente," pensa il nostro eroe, neutro.

Mentre scende a fare colazione, gli arriva un SMS con cui sua madre, cardiopatica (e te credo: con un figlio così...), gli fa sapere di essere ancora viva - un'abitudine presa quando la povera donna era sola in casa, che hanno mantenuto anche quando non lo è stata più. Il testo del messaggio di oggi, recita:

"San Remo è finito. Sarà primavera?"

È un chiaro riferimento al metodo con cui suo nonno soleva scandire il passaggio delle stagioni, facendo riferimento agli eventi televisivi: "Quando finisce il Festival di San Remo," diceva "è finito l'inverno; quando comincia Giochi Senza Frontiere, è finita l'estate". Autunno e primavera non erano contemplate in questo suo lunario televisivo, segno evidente che, già allora, non c'eano più le mezze stagioni.

Fatta colazione e pagato il conto, il Velista Mascherato torna in camera a prendere le sue cose e scopre, contestualmente, che nel campo da tennis sotto il suo balcone si sta svolgendo la più brutta partita a tennis della Storia, fra un tipo dall'aria impiegatizia di circa cinquant'anni e quello che potrebbe essere o suo padre o una mummia sottratta al museo del Cairo durante i recenti tafferugli. Molto probabilmente il figlio vuole uccidere il genitore, perché alterna mazzate a fondo campo e smorzate sotto rete, che il geriatra rincorre tanto faticosamente quanto inutilmente.
"Il delitto perfetto," pensa il nostro eroe, neutro.

Pochi minuti dopo, guida in direzione del porto di Santa Marinella, dove arriva più o meno alla stessa ora in cui esce di casa, quando parte da Roma. Beve un caffé, saluta gli amici del Circolo Pescatori Sportivi Mascherati, poi va a prendere la barca. Mentre aspettiamo che torni, vi racconto una cosa sui Pescatori Sportivi Mascherati.
Questi simpatici individui, hanno una particolarità: qualunque cosa tu possa aver fatto, uno di loro l'ha fatta o prima o meglio; tanto che, se un giorno, al porto di Santa Marinella, arrivasse Gesù camminando sulle acque, troverebbe certamente qualcuno che, sulle acque, c'ha fatto la maratona, chiudendola in tre ore e mezza.
E sarebbe vero.

Il Velista Mascherato arma la sua barca con calma. Più tardi scenderà in acqua e si allenerà proficuamente, ma la sua mente, per tutto il giorno, sarà altrove: al ricordo di ciò che ha visto al risveglio.
Sembra un paradosso, che qualcuno pensi con nostalgia al mare mentre si trova al mare, ma non è così: una cosa è andare al mare, di quando in quando; altro è averlo sempre lì, vicino a te.
Lui lo sa, perché è qualcosa che ha già vissuto, altrove, quando ancora non era un Velista Mascherato. È stata un'esperienza che gli è costata molto - in tutti i sensi - e non è del tutto certo che ne sia valsa la pena, ma, allo stesso modo, non è del tutto certo di non volerci riprovare.

San Remo è finito.
Sarà finito, l'inverno?



Nessun commento: