mercoledì 8 dicembre 2010

Un mercoledì da orsacchiotti

Tenetelo bene a mente: se l'indomani avete regata ed è tre giorni che tira scirocco, la sera, statevene a casa, mangiate leggero e andate a letto presto. Al contrario, andare a cena in trattoria, ordinare rigatoni con la pajata e bocconcini di provola affumicata arrotolati nel lardo di Colonnata, passati in forno e inasporiti con aceto balsamico, anche se la trattoria si chiama "Dal Timoniere", potrebbe rivelarsi una scelta nefasta e causarvi: a) sonno agitato da incubi introspettivi di chiara ispirazione junghiana; b) acidità di stomaco al risveglio, che nemmeno un broker newyorkese; c) spossatezza e allungamento indeterminato dei tempi di recupero, una volta in acqua.
Se poi, come il nostro eroe, avete passato ampiamente la quarantina, alla spossatezza potrebbero unirsi degli inquietanti momenti di dissociazione dalla realtà nei quali avrete la netta impressione di essere uno dei personaggi de: "La Terra Desolata" di Eliot: Madame Sosostris, Stetson o, nella peggiore delle ipotesi, Phlebas, il marinaio fenicio...

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