domenica 12 dicembre 2010

Right or wrong, I'm still the capsize...

Aveva ragione il Vecchio Santiago: il Mare è come una bella donna e come una bella donna, non sopporta che la si trascuri. Al lago, puoi permetterti di andarci solo la domenica, al mare no: devi allenarti come si deve.
Per molti di voi questo suonerà ovvio (anche per me, ora che ci penso), ma il Velista Mascherato l'ha capito solo oggi, e nella maniera più dolorosa.
A sua parziale discolpa, va detto che, fino al momento di andare in acqua, aveva fatto tutte le cose per benino: ieri si era riposato, aveva cenato a casa bevendo solo acqua ed era andto a letto presto, dormendo quasi otto ore.
Sfortunatamente, però, nella mattinata, una serie di episodî spiacevoli, avevano alterato il suo umore, rendendolo, se possibile, più scorbutico del solito; così, è sceso in acqua in ritardo, non ha potuto fare nemmeno un bordo di prova né sulla linea di partenza, né sul campo di regata e ne ha pagato le conseguenze.
Le condizioni meteo gli hanno dato una mano, con onda incrociata e vento che, oltre a variare sensibilmente di intensità, saltava da una parte all'altra come un pugile alla prima ripresa, ma il problema grosso è che non si sta allenando come dovrebbe e quel poco che ha imparato in primavera e in estate, i pochi automatismi acquisiti, li sta perdendo, nemmeno tanto lentamente.
Quando è uscito dall'acqua, in anticipo rispetto alla flotta (per i motivi che non faticherete a immaginare, guardando il filmato), era deciso a mollare tutto e ritornarsene al lago, ma già all'altezza di Torrimpietra, sulla strada del ritorno, aveva cambiato idea: resterà al mare, unico adulto in un branco di ragazzini, a farsi umiliare dai suddetti ragazzini e dai flutti fino a che sarà necessario.

Sarà un lungo inverno...

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mercoledì 8 dicembre 2010

Un mercoledì da orsacchiotti

Tenetelo bene a mente: se l'indomani avete regata ed è tre giorni che tira scirocco, la sera, statevene a casa, mangiate leggero e andate a letto presto. Al contrario, andare a cena in trattoria, ordinare rigatoni con la pajata e bocconcini di provola affumicata arrotolati nel lardo di Colonnata, passati in forno e inasporiti con aceto balsamico, anche se la trattoria si chiama "Dal Timoniere", potrebbe rivelarsi una scelta nefasta e causarvi: a) sonno agitato da incubi introspettivi di chiara ispirazione junghiana; b) acidità di stomaco al risveglio, che nemmeno un broker newyorkese; c) spossatezza e allungamento indeterminato dei tempi di recupero, una volta in acqua.
Se poi, come il nostro eroe, avete passato ampiamente la quarantina, alla spossatezza potrebbero unirsi degli inquietanti momenti di dissociazione dalla realtà nei quali avrete la netta impressione di essere uno dei personaggi de: "La Terra Desolata" di Eliot: Madame Sosostris, Stetson o, nella peggiore delle ipotesi, Phlebas, il marinaio fenicio...

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