sabato 10 luglio 2010

Potere temporale - epilogo

Non ho molto da da fare, in questo languido pomeriggio di Luglio: l'area di alta pressione che mi insegue come la nuvola impiegatizia inseguiva Fantozzi e Filini, ha avuto la meglio anche sul maestrale sardo.
San Giovanni del Sinis Siamo(*) sulla Penisola del Sinis, abbiamo a disposizione uno splendido gozzo in legno risalente agli anni '50, ma non c'è abbastanza vento per la vela latina, quindi tutto ciò che possiamo fare è oziare, ingozzandoci delle prelibatezze locali: iersera ravioli e lumache; oggi a pranzo, cozze crude e Champagne (ci siamo tenuti leggeri perché stasera dobbiamo andare a cena alla cooperativa pescatori di Cabras...).

Stando così le cose, non posso far altro che approfondire il tema degli effetti dei temporali sulle barche a vela; questo, per esempio, è il link a una discussione del forum Laser che tratta, appunto, degli effetti dei fulmini sulla barca:

http://www.laserforum.org/archive/index.php/t-9484.html

Gli interventi di Der_Dude mi sembrano quelli più interessanti.
Questo invece è il link a una pagina che esamina gli effetti dei fulmini sull'individuo:

http://www.lightningsafety.noaa.gov/medical.htm

Infine, un elenco di cose da NON fare mai, in caso di temporale:

http://www.fulmini.altervista.org/pagine_sito/fulmini_sicurezza.php

Se fate una ricerca su Google, scoprirete che questi "consigli" sono ripetuti in più siti, a riprova del fatto che la gente sa copiare, ma non sa pensare.

Personalmente, se mi trovassi ad affrontare un temporale in mare, su un cabinato, l'ultima cosa che farei sarebbe di avvicinarmi a terra, a meno che non fossi MOLTO vicino a un porto riparato dal vento: cercherei di collegare le sartie o l'albero con l'acqua usando delle trecce di rame o degli spezzoni di catena (e non attaccandoci l'àncora, come suggerisce il fenomeno qui sopra), staccherei tutti gli strumenti che posso staccare, mi aprirei una birra e aspetterei pazientemente che il groppo, così com'è arrivato, se ne vada.
Con il Laser è differente: il Laser è veloce e lo puoi tirare a secco in un attimo, quindi - come effettivamente ho fatto - proverei a rientrare a terra, ma se capissi che non ce la posso fare o mi accorgessi troppo tardi del pericolo, scuffierei la barca, mi ci siederei sopra e aspetterei.
Una cosa interessante, raccontatami da un amico che l'ha sperimentata di persona, è che potrebbe essere necessario abbassare anche il timone che la deriva perché, se il vento è particolarmente forte, unite all'azione delle onde, potrebbero causare la rotazione dello scafo.
In nessun caso, comunque, abbandonerei la barca: d'accordo che ho la testa grossa, ma lo scafo di un Laser è sicuramente molto più visibile, in acqua.

(*) Come temevo, mia moglie è sopravvissuta al temporale della scorsa settimana: si è chiusa in macchina e non ne è uscita fino a che non ha sentito la gallina tornare in su la via e ripetere il suo verso...

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