domenica 6 giugno 2010

Euro Master a Bracciano - in fine

Cosa resta ancora da dire, di questi tre giorni di regata?
Be', per prima cosa, mi corre l'obbligo giojoso di assegnare il titolo di Velista Mascherato Onorario al mio amico Andrea, che, nella seconda regata di sabato, arrivato primo alla seconda boa di poppa, invece di scendere verso la boa di lasco, è ripartito per un altro bordo di bolina, portandosi appresso ben nove barche che si trovavano dietro di lui.
I concorrenti all'undicesimo, dodicesimo e tredicesimo posto, ringraziano di cuore.

Altra menzione d'onore va all'emulo di David Copperfield (l'illusionista, non il personaggio di Dickens), che domenica mattina è riuscito a far "sparire" il telo della mia barca, che io avevo poggiato alle mie spalle mentre sistemavo il tesa-base. Finisco di cambiare la cimetta a cui è legato il rinvio, mi volto e... MAGIA! il mio telo - praticamente nuovo - non c'è più!
Complimenti vivissimi.

Un grosso ringraziamento - sincero, stavolta - va alla "ciurma" del Planet Sail, che con la sua gentilezza e la sua disponibilità mi ha aiutato a risolvere i problemi derivanti dal trapasso della mia automobile. Complimenti sinceri anche al cuoco, per i tonnarelli cacio, pepe e cozze.

Grazie anche, e soprattutto, al Coach Mascherato, che ha rubato un'auto ed è venuto a raccatarmi per strada quando la SAAB si è rotta e che mi ha riportato a casa la sera, anche se questo non rientrava nelle sue mansioni.
Sono rimasto davvero commosso dalla sua bontà e, per dimostrargli la mia gratitudine, rinuncio al mio progetto di estorcergli danaro minacciando di raccontare a sua moglie di quella brutta storia del trans a Hyéres...

E, per concludere...

Qualche tempo fa, durante una cena, ho chiesto a un amico che ha fatto parte dell'equipaggio di Azzurra nel 1983, cosa ne pensasse della Coppa America appena conclusasi.
"È stata l'essenza della Coppa America," mi ha risposto, sereno. "La Coppa America non è uno sport: è un miliardario che cerca di fottere un altro miliardario. In questo caso, il miliardario numero sei nel mondo ha fottuto il miliardario numero sessantaquattro."

Ecco: l'Euro Master è stato esattamente l'opposto.
Non so se ci fossero dei miliardarii fra di noi, ma se c'erano, di sicuro non avevano intenti sodomitici e i non-miliardarii, tutto quello che volevano, era divertirsi con le loro barchette e bere birra.
In acqua, durante le regate, c'era sicuramente molto agonismo, ma a terra, per il resto del tempo, l'atteggiamento generale propendeva piuttosto per la bonomia e il cameratismo.

In un Mondo perfetto, sarebbero queste le regate trasmesse in televisione, col Virtual Spectator e il commento di Giulio Guazzini.
Le maestre le farebbero vedere ai bambini nelle scuole e direbbero loro: "Vedete? Questo, è sport. È così che ci si deve comportare."
Purtroppo, però, non siamo in un Mondo perfetto e la televisione, tutto ciò che ci offre, sono le sfide preternaturali fra un tipo che vende software e un tipo che vende medicinali.

Già il fatto che siano fra le persone più ricche del Pianeta dovrebbe farci intuire che non possono valere granché, come esempio per i giovani.

Nessun commento: