martedì 29 giugno 2010

Il ponte di S. Pietro e Paolo

A Roma, il 29 Giugno è festa, e il Velista Mascherato ne ha approfittato per fare ponte e andare ad allenarsi un po', dopo due settimane di astinenza.

Lunedì è stata una giornata ottima, con vento più o meno costante sui dieci (10) nodi, ma martedì le cose non sono andate altrettanto bene...

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domenica 6 giugno 2010

Euro Master a Bracciano - in fine

Cosa resta ancora da dire, di questi tre giorni di regata?
Be', per prima cosa, mi corre l'obbligo giojoso di assegnare il titolo di Velista Mascherato Onorario al mio amico Andrea, che, nella seconda regata di sabato, arrivato primo alla seconda boa di poppa, invece di scendere verso la boa di lasco, è ripartito per un altro bordo di bolina, portandosi appresso ben nove barche che si trovavano dietro di lui.
I concorrenti all'undicesimo, dodicesimo e tredicesimo posto, ringraziano di cuore.

Altra menzione d'onore va all'emulo di David Copperfield (l'illusionista, non il personaggio di Dickens), che domenica mattina è riuscito a far "sparire" il telo della mia barca, che io avevo poggiato alle mie spalle mentre sistemavo il tesa-base. Finisco di cambiare la cimetta a cui è legato il rinvio, mi volto e... MAGIA! il mio telo - praticamente nuovo - non c'è più!
Complimenti vivissimi.

Un grosso ringraziamento - sincero, stavolta - va alla "ciurma" del Planet Sail, che con la sua gentilezza e la sua disponibilità mi ha aiutato a risolvere i problemi derivanti dal trapasso della mia automobile. Complimenti sinceri anche al cuoco, per i tonnarelli cacio, pepe e cozze.

Grazie anche, e soprattutto, al Coach Mascherato, che ha rubato un'auto ed è venuto a raccatarmi per strada quando la SAAB si è rotta e che mi ha riportato a casa la sera, anche se questo non rientrava nelle sue mansioni.
Sono rimasto davvero commosso dalla sua bontà e, per dimostrargli la mia gratitudine, rinuncio al mio progetto di estorcergli danaro minacciando di raccontare a sua moglie di quella brutta storia del trans a Hyéres...

E, per concludere...

Qualche tempo fa, durante una cena, ho chiesto a un amico che ha fatto parte dell'equipaggio di Azzurra nel 1983, cosa ne pensasse della Coppa America appena conclusasi.
"È stata l'essenza della Coppa America," mi ha risposto, sereno. "La Coppa America non è uno sport: è un miliardario che cerca di fottere un altro miliardario. In questo caso, il miliardario numero sei nel mondo ha fottuto il miliardario numero sessantaquattro."

Ecco: l'Euro Master è stato esattamente l'opposto.
Non so se ci fossero dei miliardarii fra di noi, ma se c'erano, di sicuro non avevano intenti sodomitici e i non-miliardarii, tutto quello che volevano, era divertirsi con le loro barchette e bere birra.
In acqua, durante le regate, c'era sicuramente molto agonismo, ma a terra, per il resto del tempo, l'atteggiamento generale propendeva piuttosto per la bonomia e il cameratismo.

In un Mondo perfetto, sarebbero queste le regate trasmesse in televisione, col Virtual Spectator e il commento di Giulio Guazzini.
Le maestre le farebbero vedere ai bambini nelle scuole e direbbero loro: "Vedete? Questo, è sport. È così che ci si deve comportare."
Purtroppo, però, non siamo in un Mondo perfetto e la televisione, tutto ciò che ci offre, sono le sfide preternaturali fra un tipo che vende software e un tipo che vende medicinali.

Già il fatto che siano fra le persone più ricche del Pianeta dovrebbe farci intuire che non possono valere granché, come esempio per i giovani.

sabato 5 giugno 2010

Euro Master a Bracciano - seconda giornata

Reso ebbro dall'acquistata consapevolezza del suo errore, il Velista Mascherato affronta la seconda giornata di regate con il cuore colmo di trepidazione.
In fondo, pensa, deve solo riuscire a lasciar correre la barca senza cercare di stringere troppo il vento; avanzare lungo dei semicerchî in vece che tirare dritto per la corda.
Niente di trascendentale.
Ce la può fare.

Pattugliando la linea di partenza, si accorge che il lato buono è il destro, così decide di partire in boa e di virare appena possibile per andare a cercare il flusso di vento più costante. Lo conforta, in questa sua decisione, il fatto che anche "quelli bravi" sembrano avere le stesse intenzioni.
Per una volta, riesce a non fare errori in partenza: trova una posizione buona al momento giusto e, quando manca mezzo minuto al via, comincia a poggiare lentamente per prendere velocità. Venti secondi dopo è ancora in una buona posizione, forse un po' dietro, ma libero sopra e sottovento; recupera scotta e si prepara a orzare.
Il segnale di partenza lo trova vigile e pronto: sporge il suo culone fuori dalla coperta, orza e cazza randa.
"Bravo," pensa fra sé. "Adesso prendi velocità, poi..."
Un attimo dopo, una barca davanti a lui scuffia, bloccandogli la strada.

Ha pochi secondi per decidere se tirare dritto, cercando di schivare l'ostacolo o se virare, affrontando - mure a sinistra - le barche che gli arrivano addosso con diritto di rotta. L'ingorgo che si sta creando intorno alla barca scuffiata non gli lascia scelta: deve virare e anche di corsa.
"Poco male," pensa il nostro eroe. "Avrei virato comunque. Adesso concéntrati sulla rotta e non fare errori..."
È un bordo lungo e snervante, ma è un bordo buono e, soprattutto, intorno a lui, non c'è nessuno, così, può concentrarsi solo sul timone e sui segnavento.
Per non ripetere errori già fatti, si volta a guardare la boa e non solo è sulla rotta giusta, ma è quasi sulla lay-line e deve prepararsi a virare.

Tornato mure a dritta, il Velista Mascherato può finalmente farsi un'idea di quello che è successo nel frattempo alle sue spalle e, con un certo stupore, scopre di essere nel gruppo di testa. D'accordo: ci sono delle barche davanti a lui (alcune hanno già passato la boa), ma non sono nemmeno dieci. Prova a contarle.
"Unoduetrequattrocinqueseisett... SONO OTTAVO!" esulta il nostro eroe, mentre la boa di bolina di avvicina velocemente. "Me lo sentivo, che oggi sarebbe andata bene!..."
Cerca di mantenere la calma, ma mentre prepara la barca al bordo di lasco, nella sua testa parte la projezione di un film sul suo futuro velistico: un futuro costellato di podii e di prime posizioni in classifica, nel quale le lotte disperate per il penultimo posto a Hyéres sono solo un aneddoto da raccontare a giornalisti increduli.
Come nei filmati su Paul goodison, si vede (nel film) arrivare a terra dopo la vittora nell'ultima regata olimpica e vede la sua barca portata in trionfo, oltre che dal Coach Mascherato, anche da Paul Cayard e da un redivivo Ammiraglio Straulino. Nelle interviste del dopo-regata, però, mantiene sempre un tono di grande umiltà e di rispetto per gli avversarii.

Amato (nella sua fantasia) dalle donne e invidiato dagli uomini, il Velista Mascherato ha appena passato la boa di bolina, quando una voce, proveniente dal gommone dei giudici, interrompe il suo delirio auto-mito-pojetico:

"LA BOA SI È SGANCIATA! LA REGATA È ANNULLATA!"



venerdì 4 giugno 2010

Euro Master a Bracciano - prima giornata

Quando, poco prima della mezzanotte di venerdì 4 giugno, il Velista Mascherato rientra a casa, sua moglie gli chiede:
"Com'è andata?"
"La regata, bene," risponde il nostro eroe. "Ma ho fuso il motore della SAAB mentre andavo a Bracciano e, quando sono arrivato al circolo, mi hanno preso in giro."
"E chi, ti ha preso in giro?"
"Tutti: anche persone che non avevo mai visto prima..."

Credo sia questo, il modo migliore per descrivere l'ambiente dell'Euro Master, la regata più strana a cui mi sia capitato di prendere parte.

Andrea, quando a settembre mi vendette la barca, me lo disse: L'Euro Master è diverso dalle regate zonali e dalle regate in genere, non ci sono ragazzini che cercano di mettersi in mostra, ma solo persone della nostra età che vogliono divertirsi.
Me disse, è vero, ma avendo intuito che l'uomo aveva una spiccata tendenza a ingannare il prossimo (tendenza di cui darò ampia riprova in seguito), non gli credetti: pensai che fosse una delle tante menzogne con cui cercava di convincermi ad acquistare quell'accidente di palestra con la vela che vi ostinate a chiamare "barca".
E in vece, no: per una volta, stava dicendo la verità.

Della prima regata, comunque, non c'è molto da dire, se non che il Velista Mascherato, per una volta, è riuscito a fare ciò che il suo Coach gli aveva suggerito di fare, ovvero, stare con il gruppo. Stando con il gruppo, il nostro eroe si è accorto di una cosa importante: anche se lui e quelli che aveva davanti (sempre più davanti) avevano la stessa prora, la sua barca, lentamente, scadeva sottovento.
"Ora ho capito tutto!" ha pensato allora il nostro eroe. "Timono come se fossi su una barca con la chiglia: cerco di salire troppo al vento, la barca rallenta, la deriva porta di meno e la barca scarroccia! Devo, invece, lasciarla accelerare poggiando e orzare solo quando ha preso velocità..."
Era esattamente ciò che il Coach Mascherato gli aveva detto a Hyéres, ma a lui c'erano voluti due mesi per metabolizzare l'informazione.

Nemmeno tanto, considerato quanto ci mette di solito a capire le cose.

giovedì 3 giugno 2010

Capsize Begins

Da domani fino a domenica, al circolo Planet Sail di Bracciano, si svolgeranno le regate dell'Euro Master 2010 .
Nel pomeriggio di oggi, un manipolo di eroi, fra cui il Velista Mascherato, si è recato sul campo di gara nella speranza di potersi allenare, ma avverse condizioni meteo-lacustri hanno vanificato il viaggio e le mezze menzogne con i datori di lavoro.

In compenso, mentre ci bevevamo una birra in attesa che spiovesse, ho ritrovato, nel mio netbook da regata, la prima ripresa dell'allenamento del 22 Maggio, che temevo fosse andata perduta...

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