domenica 23 maggio 2010

Oops! I did it again...

Questa volta, il Velista Mascherato non ha nessuna scusante. Che faccia errori nuovi, è normale; che non sia capace di percorrere più di duecento metri in poppa senza scuffiare, è scusabile; ma che ripeta errori già fatti in passato, è avvilente. È inutile che la mattina a colazione legga libri di vela, se poi non ne mette in pratica gli insegnamenti.

Un esempio? La Regata- Tattica e strategia (D. Ravon, C. Dumard, edizioni Mursia), capitolo 8:
[in partenza] Definite la vostra strategia su criterii semplici. Niente sottigliezze alla terza o alla quarta potenza. Non cambiate strategia se non avete ottime ragioni per farlo.

Chi parla è Jean-Yves Bernot, mica l'ultimo dei fessi, ma il Velista Mascherato pensa di essere più astuto e, due secondi prima del segnale di partenza, decide di virare e partire mure a sinistra perché così, secondo lui, le onde sarebbero state più facili da superare...
Risultato: la barca, priva di abbrivio, si pianta prua al vento e lui perde almeno dieci secondi per ripartire. Nel frattempo, gli altri sono già lontani.

Il percorso è un quadrilatero: bolina, lasco, poppa, lasco, da percorrere due volte. Il nostro eroe (diciamo così...), rincorre affannosamente per tutta la prima bolina, guadagna qualcosa sul primo lasco, recupera ancora sul lato di poppa e affronta il secondo lasco con rinnovata fiducia: d'accordo, ha fatto un errore, ma non tutto è perduto, ce la può ancora fare!
Vira alla fine del bordo di lasco e comincia a inseguire (da lontano, per non farlo insospettire) uno dei suoi colleghi di corso.

Al terzo bordo di bolina, lo sforzo di tener dietro (sempre da lontano) a quelli bravi l'ha privato di tutto l'ossigeno presente nel sangue e le sue facoltà mentali cominciano a risentirne. Non capisce più quale di tutte quelle barche con la vela triangolare sia quella che stava seguendo e decide per ciò di proseguire in autonomia. Si chiede, in effetti, come mai ci siano tante barche nell'estrema destra del campo di regata, ma, nel suo stato ipossico, attribuisce la cosa a un errore di strategia e decide di fregarli tutti con una mossa a sorpresa: vira e punta diritto in boa.

È un bordo lungo e faticoso, sia fisicamente che psicologicamente, ma gli permette di recuperare diverse, preziose, posizioni. Arrivato alla boa, il Velista Mascherato poggia con estrema circospezione (è arrivato molto stretto e alle sue spalle ha il gommone dei giudici), poi si rilassa e lascia che la sua barca corra con il vento in poppa.
Proprio allora sente una voce alle sue spalle: "Scusa, sei in regata?"
Si tratta del tipo sulla barca alle sue spalle. Il Velista Mascherato non fa in tempo a chiedersi il perché di quella domanda, che l'altro continua: "La boa di bolina, è quella laggiù..."

Nessun commento: