domenica 25 aprile 2010

Earth Day 2010 - Epilogo

La regata è stata rimandata a domenica prossima.
Posso capire il punto di vista della giuria: passato il groppo, il vento stava calando inesorabilmente, ma almeno una boa ce la potevano far fare. Come che sia, io, domenica prossima non ci sarò: vado a passare il Primo Maggio a Gaeta; se ci riesco, mi cerco anche un imbarco per le regate di Punta Stendardo.

Torno a casa passando da Boccea, per evitare il traffico della partita all'Olimpico. Il traffico è lento e ho tutto il tempo di ripensare a quello che avrei potuto fare in partenza, a come gestire dei casi simili, se mai mi si dovessero ripresentare. Arrivo alla conclusione che le partenze delle regate siano come le risse: non le puoi imparare sui libri, devi buttartici in mezzo, cercando di farti il meno male possibile. Questo, almeno, è quello che ho imparato sulle risse, dai libri...

Quando sono a piazza Pio XI, accendo la radio per sentire un po' di musica, ma la stazione su cui sono sintonizzato sta trasmettendo la radiocronaca della partita della Roma. In attesa del fischio d'inizio, il telecronista sta descrivendo l'atmosfera all'interno dello stadio; parla delle tifoserie, poi dice: "Uno striscione ricorda le due tifose morte a Ventotene nei giorni scorsi..."
E io mi acccorgo che ci siamo scordati qualcosa.

Le due ragazze morte a Ventotene, stavano aspettando di uscire in barca a vela: sarebbe stato giusto ricordarle in qualche maniera, magari con un minuto di silenzio prima della partenza. In effetti, sarebbe stato giusto ricordarle anche se non fossero state delle veliste, eppure non abbiamo fatto nulla.
I tifosi da stadio se ne sono ricordati, noi no.

Chissà perché.

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