martedì 6 aprile 2010

Tornando a casa

Il treno parte da Tolone con circa dieci minuti di ritardo. L'entroterra della Costa Azzurra conferma l'impressione che ne avevo avuto all'andata: uguale alla zona di Fondi, solo, più ordinata. Il mio Laser è già sul suolo patrio: ho mandato un SMS al Coach Mascherato; mi ha risposto che sono a Genova, ma che non ha messo Andrea in punizione sul carrello perché pesa troppo e lo avrebbe sbilanciato. Mia moglie, che appena mi metto al computer cerca di attrarre la mia attenzione, mi ha appena chiesto se sapevo che Irene Grandi si era sposata a Las Vegas. Io no, e voi?

Dovessi fare un bilancio di questa trasferta transalpina, direi che nel complesso è andata bene. Sì, d'accordo: ho fatto solo due regate su sette e sono sceso in acqua solo tre giorni su cinque, ma di cose ne ho imparate un bel po'. Certo: fra il sapere e il saper fare ce ne passa, quindi, per capire se e quanto sia migliorato, dovremo aspettare la prossima uscita al lago, ma ci sono comunque delle lezioni che non ho bisogno di verificare. La sensazione che si prova planando con il vento forte, per esempio, o l'emozione di tagliare il traguardo prima del tuo avversario, indipendentemente dalla posizione in classifica che andrai a occupare. Nelle regate di altura mi è capitato di arrivare primo o secondo (o entrambe le cose insieme), ma non mi sono mai divertito tanto come qui a Hyères, lottando con Denis per il penultimo posto in classifica.

Comunque, la cosa più importante che ho imparato qui in Francia è la sensazione che si prova quando gli altri sono in mare e tu no. È una sensazione ingannevole: quando sei in banchina, restare a terra può sembrarti la cosa più sensata da fare.
"Ma sì, chi se ne frega," pensi. "Adesso mi cambio, mi faccio una doccia, poi vado al circolo a bermi una birra. Ci uscissero loro, co' 'sta bufera!.."
Ma quando poi sei al circolo, con la tua birra in mano e guardi in mare le vele degli altri andare su e giù sul campo di regata, capisci di aver sbagliato, che dovevi comunque provarci.
Anche se c'hai un'età.

Speriamo che l'aereo che ci deve riportare a casa da Nizza non precipiti: se finiscono in mare tutte le creme e le cremine della consorte, c'è il rischio di una catastrofe ecologica.

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