domenica 25 aprile 2010

Earth Day 2010 - La regata

La regata di domenica è organizzata dal Planet Sail, un circolo che si trova sulla parte opposta del lago, rispetto al circolo del nostro eroe. Per raggiungerlo, ci sono due possibilità: o portare la barca via terra, caricandola sull'auto, o arrivarci navigando. Il Velista Mascherato ha preferito la seconda ipotesi: con altri quattro compagni di corso è sceso in acqua alle 12:00 in punto e ha veleggiato ad un'andatura di gran lasco verso Bracciano, approfittando del previsto vento da nord.
Il vento da nord è finito alle 12:05.

La regata sarebbe dovuta partire alle 13:30, ma quando, più o meno a quell'ora, il quintetto arriva finalmente a destinazione, nello specchio d'acqua antistante il Planet Sail ci sono solo un paio di Star e una decina di Laser, che sfruttano come possono un flebile venticello da terra. Più a largo, verso il centro del lago, un classe A beccheggia immoto in una calma degna di un anticiclone tropicale. Il nostro eroe vede il gommone azzurro del Coach Mascherato e gli si avvicina. Saluti, qualche considerazione sul vento, poi il Coach Mascherato spiega al suo pupillo la strategia per la regata: "Non ti inventare niente: stai con la flotta, così capisci se stai andando bene o male." Il Velista Mascherato vorrebbe dire qualcosa, ma proprio in quel momento la barca giuria si mette in moto dirigendosi verso Anguillara e lui, come gli altri, la segue.
"Menomale," pensa il nostro eroe. "Almeno, ad Anguillara c'è un po' di vento..."
Un attimo dopo, però, sente la voce del suo amico Andrea che lo chiama da sottovento: "Quella è un'altra regata: il nostro campo è in là..." e indica in direzione di Trevignano.

Quando il Velista Mascherato arriva vicino alla (vera) barca giuria, su tutto il campo di regata non spira un alito di vento.
"Per fortuna c'è il sole," pensa il nostro eroe. "Ancora qualche minuto e si alzerà la termica..."
Alle 15:00, l'unica termica che si è alzata è la temperatura corporea dei regatanti, ma tutti mantengono ancora un contegno indifferente, anche se cercano come possono di farsi ombra con la vela.
Dopo un'ora di attesa, nella più totale calma di vento, il caldo ha la meglio sull'agonismo: via le mute, i laseristi si mettono a prendere il sole; qua e là, spunta anche qualche bikini. I talebani della muta stagna che non sono ancora svenuti per la disidratazione, fingono di scuffiare e restano in acqua a rinfrescarsi un po'.
Dopo due ore, cominciano i miraggi: "Eccolo!" grida un giovane velista a torso nudo, indicando delle increspature in lontananza. "È entrato il ponente..." È chiaramente una raffica isolata da sud, ma nessuno ha il cuore di disilluderlo.
Il Velista Mascherato guarda la barca giuria e ripensa alla partenza della Fiumicino-Ponza-Fiumicino di un paio d'anni fa. "Questo è un momento in cui, qualunque cosa decidi, fai incazzare qualcuno," aveva detto Sergio. "Se annulli la regata, perché l'hai annullata; se non l'annulli, perché l'hai fatta partire senza vento."
I giudici sembrano pensare la stessa cosa.

Un groppo porta del vento da nord-est e la giuria ne approfitta: in pochi minuti le boe sono in posizione e la procedura di partenza è avviata. Il Velista Mascherato vorrebbe partire mure a sinistra (la boa di bolina è tutta da un lato e, se il vento gira come è lecito pensare, ci si può arrivare con un unico bordo), ma il Coach gli ha detto di restare con la flotta, così opta per una soluzione alternativa: farà un beve tratto mure a dritta, giusto per arrivare nel punto in cui c'è un po' più di vento, poi virerà e cercherà di arrivare direttamente in boa.

Quando manca un minuto alla partenza, trova un buco nella fila di barche che scorrono sulla linea di partenza e ci si infila, lasciandosi un po' di spazio sottovento per poggiare (il vento sta già calando). Il colpo del "Via" arriva con un paio di secondi di anticipo, rispetto al conto alla rovescia del suo orologio. Il nostro eroe cazza scotta e pensa: "Bene, adesso falle prendere velocità, poi orza..."
Un attimo dopo, TUTTA la flotta vira, mettendosi mure a sinistra.

Se avesse un po' più di dimestichezza con il mezzo, potrebbe tirare dritto approfittando del fatto che ha la precedenza, ma, data la sua imperizia, preferisce non rischiare e vira anche lui. Purtroppo, però, la posizione che si era scelto, favorevole per un bordo mure a dritta, è del tutto sfavorevole per un bordo con mure a sinistra, anche perché il vento sta inesorabilmente calando. Il Velista Mascherato mugugna un po', poi finalmente si concentra sulla regata e, lentamente, comincia a recuperare qualche metro sulle barche che ha di fronte.
"In fondo, non va poi così male," pensa. "Mi sto levando dalla copertura di quelli sopravvento e, se il vento regge, posso arrivare in boa senza virare..."
Un attimo dopo, vede il gommone del comitato che risale sottovento la flotta e si ferma davanti alle barche di testa.
"Una bandiera a scacchi bianchi e azzurri e tre suoni in successione," pensa il nostro eroe. "Che significa, 'sto segnale?"

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